Interrogazione Parlamentare 2010 PDF Print E-mail
Saturday, 07 May 2011 14:30

Con il nostro aiuto la segreteria dei Senatori Ferrante e Della Seta (PD) ha scritto la seguente interrogazione parlamentare presentata il 20 maggio 2010.

 

INTERROGAZIONE del 20 maggio 2010

Ai Ministri del Lavoro e Politiche Sociali e per le Pari Opportunità

Per sapere, premesso che:

-         la legge n. 244 del 24 dicembre 2007, manovra Finanziaria 2008, ha  equiparato la maternità adottiva a quella biologica elevando da 3 a 5 mesi anche il congedo di maternità spettante in caso di adozione. Un provvedimento atteso da tempo è venuto a sanare una situazione di palese ingiustizia e disparità tra madri che devono sospendere il lavoro per prendersi cura di un figlio nato dopo una gravidanza e madri che sospendono il lavoro per occuparsi di bambini diventati loro figli con un decreto d'adozione;

-         ma nonostante la legge la discriminazione continua: sono numerose le madri, iscritte alla Gestione separata dell'INPS, che hanno presentato domanda di maternità dopo la promulgazione della Finanziaria 2008 e che si sono viste liquidare solo 3 mesi invece dei 5 previsti. Il principio di equiparazione tra le due maternità sancito dalla Finanziaria 2008 evidentemente nel loro caso resta ancora inevaso. Il lavoro svolto da queste mamme e i contributi da loro versati, come quelli delle mamme biologiche, nel corso degli anni, ma soprattutto il tempo di cura richiesto dai loro figli, così deprivati di amore e attenzione e spesso ancora più bisognosi di cure dei "nascituri", per l'INPS sembra non avere lo stesso peso;

-         a tal proposito è importante evidenziare che prima del 2008 la legge considerava la maternità biologica diversamente da quella adottiva, in parole povere le madri adottive avevano meno diritti di quelle biologiche, ad esempio 3 mesi di indennità di maternità anziché 5 mesi. Con la  manovra finanziaria 2008 invece si è scelto, per ragioni di evidente equità, l'equiparazione dei diritti  delle madri adottive a quelle biologiche. Ma di fatto mentre le madri adottive lavoratrici dipendenti hanno ottenuto di poter stare a casa 5 mesi pagate (al 100%) le lavoratrici cococo e cocopro, hanno visto riconosciuto solo 3 mesi pagati all'80% anziché 5 perché  l’interpretazione restrittiva della legge parte dell’Inps del principio di equiparazione tra mamme adottive e mamme biologiche, si baserebbe sul fatto che sono stati modificati esclusivamente gli articoli legati alle lavoratrici dipendenti;

-         madri di serie cadetta, quelle iscritte alla Gestione separata dell'INPS, il "calderone" in cui si trovano a convivere professioniste e lavoratrici autonome senza albo e cassa di categoria, lavoratrici parasubordinate, co.co.co, co.co.pro, ecc. Categorie professionali che in realtà hanno poco in comune, tranne condividere una gestione previdenziale molto meno tutelante di quella dei lavoratori dipendenti sotto moltissimi aspetti tra cui, appunto, la maternità. Le lavoratrici iscritte alla Gestione separata sono da sempre abituate ad essere considerate ”figlie di un dio minore”, e i 5 mesi di congedo per la maternità biologica è una novità recente, ma continuano a non avere alcuna indennità in caso di malattia anche grave, avranno, inoltre, pensioni molto basse al termine della carriera, tanto per citare qualche dato. Ma questa ennesima discriminazione, questa volta giocata sulla pelle anche dei figli adottivi, è uno schiaffo che queste cittadine, lavoratrici e madri di certo non si meritano;

-         si tratta del principio di base che anche questi figli attesi per anni e così fortemente voluti, così bisognosi di cure e affetto, che sempre più spesso sono bambini non piccolissimi e con "bisogni speciali", necessitano della vicinanza fisica della madre soprattutto nei primi, importantissimi mesi di vita in famiglia. I 5 mesi di congedo, così come per le lavoratrici dipendenti, sono vitali, anche per queste mamme-lavoratrici e soprattutto per i loro figli;

-         una volta equiparato il congedo di maternità delle iscritte alla Gestione separata a quello delle dipendenti per quanto riguarda la  maternità biologica (5 mesi), una volta sancito che "in caso di adozione di minore, il congedo di maternità ... spetta per un periodo di cinque mesi dall'ingresso del minore nel nucleo familiare", c'è davvero bisogno di una legge o di una circolare dell'INPS ad hoc che ribadisca esplicitamente che tutto questo vale anche per le iscritte alla Gestione separata? Se il principio dell'equiparazione è stato riconosciuto, questa inclusione non dovrebbe essere automatica? Per non parlare del fatto che alle figure professionali come co.co.co e co.co.pro si applica l'articolo 64 della legge 151, che prevede quanto segue: "Ai sensi del comma 12 dell'articolo 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, la tutela della maternità ... avviene nelle forme e con le modalità previste per il lavoro dipendente;

-         anche se non sarà questo ennesimo ostacolo a fermare le donne iscritte alla Gestione separata e i loro compagni sulla lunga e tortuosa strada che porta all’adozione - anni di frustrante attesa, momenti di sconforto e disillusione e spese economiche ingentissime, che come nel caso dell'adozione internazionale possono superare i 15.000 euro - e non saranno due mesi di maternità in meno a frenare la loro voglia di genitorialità, statistiche della Commissione per le adozioni internazionali indicano un calo del 30% delle domande di idoneità per i genitori adottivi rispetto al 2006: la crisi colpisce anche le famiglie che vorrebbero adottare un bambino, e una maternità poco tutelata può essere un ulteriore disincentivo.

Alla luce di quanto sopra esposto si chiede ai Ministri del Lavoro e Politiche Sociali e per le Pari Opportunità di conoscere:

se non ritengano necessario e oramai improcrastinabile, di rimediare  al più presto a questa vistosa stortura, anche attraverso una puntuale verifica della corretta applicazione della normativa vigente in materia da parte dell'INPS, e se necessario, trovando le forme più adatte, utilizzando anche lo strumento normativo dell'interpretazione autentica della normativa, per garantire la parità di trattamento prevista dalla legge .

 

Firmato dai Senatori:

Ferrante, Della Seta, Adamo, Amati, Antezza, Astore, Baio Dossi, Bastico, Carloni, Chiti, De Sena,

Del Vecchio, Di Giovan Paolo, Fontana, Garavaglia Mariapia, Incostante, Marino Mauro Maria,

Maritati, Mongiello, Perduca, Peterlini, Pinotti, Poretti, Sanna, Sbarbati, Tomaselli,

Last Updated on Thursday, 12 January 2012 23:17
 

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